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blu babette

 
30 marzo 2006

retorciendo palabras

…“cose di donne”, così risponde Penelope Cruz allo sguardo indiscreto del vicino di casa che le fa notare una insolita macchia rossa sul collo...e forse in questo si può raccogliere tutta la poetica del nuovo film di Almodovar… in 4 brevi giorni con chemical nella mia nuova città ho riso felice , ci siamo stretti a noi, le ho presentato la mia vita, gli amici, gli affetti, qualcuno già lo conosceva altri forse poco, ho trattenuto il pianto, ho avuto paura, ho amato e come sempre chemical era vicina nei momenti di più grande splendore ma anche di più misera tristezza, di rabbia, di passione, di riflessioni razionali celandone di emotive, sulle persone giuste, di come riconoscerci nel giusto e degli strumenti che possiamo scegliere per difenderci o abbandonarci alla vita. Volver, il nuovo film di Almodovar, come un presagio del mio passato e un vaticino per la sceneggiatura del mio presente. forse ci sono persone che devono tornare, persone da continuare a scoprire ma certo senza indugi devo continuare ad andare avanti senza paura e con un coraggio che non ho mai avuto, senza tremolii, senza affettazioni, senza paura di ribaltare il passato, ma guardandolo come il giardino dei ciliegi, mutare quella decadenza in grinta per allontanarmi sempre più, salvando tutto il possible e correndo verso l’orizzonte. Le ferite ho imparato a curarle, la corazza si fa grande e dura, le inibizioni sempre meno, gli affetti misurati, la realtà sezionata senza morbosa curiosità, il passato ha tante etichette che mostrano ogni contenuto senza pudore o timore…carico tutto sulle spalle con fierezza e sento un enorme vuoto ma incedo con passo spedito e i muscoli del volto contratti sicuro che c’è ancora un mondo da scoprire, certo che si debba poter fare qualcosa senza essere eroi epici o invincibili robot ma ricercando lo stesso coraggio e con disciplina forgiando il proprio cuore. allenando contrazioni e distensioni di un muscolo cavo.




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15 marzo 2006

l'accoglienza sono brillantini sul marciapiede

4 giorni a milano, il tempo troppo poco, il sonno ancora meno, la testa tra incudine e lama e i lunghi respiri profondi non sono bastati per dire alle persone a cui tengo quello che avrei voluto: ne aprofitto qui per dire ancora grazie a FIST e ai pochi minuti che abbiamo condiviso tra i suoi diari segreti...GENIALI davvero! a LIVIA per l'enfasi e l'affetto nell'acogliermi tra le mura del mio club preferito, una vera signora di casa! alla MARCHESA per i suoi baci e il suo inesauribile entusiasmo, a BARBARELLA e a tutte le GLITZ GIRLZ, a BEPPE e i suoi sorrisi perchè ogni volta ricomincia tutto da capo a lato del misurato 412! a MISTO perchè mi ha insegnato che "bassezza mezza bellezza" quando io ancora mi riferivo a canoni eterosessuali, a DIVINA perchè nulla è più travolgente della sua voce and ...her lovely lumps!, ai BARISTI che mi hanno affogato nella vodka ( e ne avevo un bisogno ineffabile!!!! GRAZIE siete delle sibille cumane), alla cangiante MARIE ANTONIETTE che non ho quasi riconosciuto, a CHEMICAL ovviamente e a tutti quelli mi hanno concesso una MERAVIGLIOSA serata como solo e sempre il GLITTER mi sa dare!




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16 febbraio 2006

indovina chi...

Imprendibile come un a pantera, schiva e affilata come una Katana ma passionale ed inguaribile come la sua ulcera ipocondriaca, questo è il suo personaggio preferito. Spesso la trovi accessoriata di parole misurate, calcolate, apparentemente mai distratte, altre volte ha voglia di giocare alla guerra, di difendersi da tutto, di alleggerire il mondo e di rimirarsi compiaciuta le unghie retrattili, di confutare sagacemente qualsiasi tesi, di godere nel disfarsi di gomitoli di pelo che portano I segni del passato e di starsene sola a lambire le ferite, alle quali nessuno può volgere più di uno sguardo o cercare di distolgliere il suo…sono aperte e pulsanti in quel momento e nonostante gli anni, per lei il ricordo è vivido e imperdonabile. Il lunedi vorrebbe essere in un caffè forse con Simone De Beauvoir o Viginia woolf e un giglio tra le mani, il martedi a sangue freddo è spietata e si dimena sulla terra arida della provincia Americana, il mercoledi vomita sulla scapigliatura e rimira I suoi metalli lucenti che usa con sapienza ed idefessa si allena per sconfiggere tutti I “cattivi”, il giovedi semplicemnte va a fare shopping e accende tre incensi davanti a un te e divertita indossa una nuova maschera, il venerdi vorrebbe correre in macchina con Bonny & Clyde ma allo stesso tempo la marchesa di Marteuil la trascina nel turbinino dell’eros e del cinismo tra il moulin rouge e lo studio 54, il sabato beve un daiquiri in riva al mare probabilmente a Bahia con una schiera di amazzoni che le colgono frutta fresca dagli alberi, o forse è la sua segretaria che le porge un martini sulla scrivania, ma a quel punto ha già deciso e di andare a caccia mostrando I suoi trofei come se fossero passatempi, perchè lei basta a se stessa. La domenica vuole stare sola al risveglio, con I suoi pensieri, la nausea, la sua tensioni di colmare l’incommensurabile e di avere quello che per natura le spetta, picchia I piedi per cadere su una zolla di terra che le faccia sentire tutto il peso della sua esistenza e del suo amore e se tutto questo finisse per stremarla o riportarla alla routine solo poche cose possono consolarla, le carezze al risveglio con una ricca colazione o ancor meglio un dejeuner sur l’erbe, per il pomeriggio un volo da supereroe con superpoteri contro tutti quelli che le ostacolano la vista e per la sera perdersi nello schermo della finzione, assuefatta dai piaceri e dal vizio… e il lunedi vi racconterà amabilmente “solaris” lasciandovi senza fiato per arguzia e intelligenza, ma in fondo io che c’ero vi posso dire che era solo la cosa più dolce che lei potesse raccontare… P.s. non è Bob, non ha i capelli rossi e non fuma la pipa!




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3 febbraio 2006

il grande amore

Ieri sera mentre trafelato camminavo a passo spedito per non arrivare tardi al Negroni, dove mi aspettavano per un aperitivo, e comunque continuavo ad accumulare ritardo,rimasi impigliato distrattamente nel dilogo tra una prostituta e il suo cliente. All’angolo della strada lei offriva la sua mercanzia avvolta in un sorriso di circostanza con i capelli perfettamente castigati in tante piccole treccine che le scendevano sulla schiena, quasi a tenerla dritta e in asse con l’angolo della casa orientale alle sue spalle. Deciso e confidenziale lui le si avvicinò senza indugiare o temere, quasi immobilizzandola, lei non aveva più di 35 anni, lui forse 60 e con un gesto diretto ma rispettoso le cinse le braccia mentre lei un pò stupita continuava a ripetere la sua offerta come di routine divincolandosi diplomaticamente, lui insistente ma affabile la fissava guardandola dritto negli occhi e poi le si rivolse chiamndola “bambina” in un’altra lingua, lei poteva essere brasiliana o forse di qualche colonia e sul finire di quella parole pronuciata che andava a realizzarsi nella sua mente, le si illuminarono gli occhi e con un gesto rispose alla stretta di lui, lo fissava estraniata cercando di riconoscerlo, non ci poteva credere, aveva condiviso una notte di amore con quest’uomo forse 20 prima …ne erano passati 20?! chiese a lui di confermare e lui assenti abbracciandola…ed io rimasi avvolto da questa intensità,viaggiai nel tempo basito da quell’intimità di una notte dopo 20 anni, dalla gioia di ritrovarsi nello stesso posto, alla stessa ora…nella stessa miseria ma con il cuore di un’adolescente davanti al primo amore, davanti a due persone commosse dopo tanto tempo all’angolo di una strada dove il sesso si vende insieme agli istanti di una vita.




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24 gennaio 2006

ginepraio (o dell'imprinting atavico)

erano circa le 4 del mattino, le piccole strade del casco antigo si chiudevano in un labirinto senza fine, improvissamente sembravano scomparsi tutti i bancomat della città, quando arrivati alla strada principale incontriamo un neon luminoso che diceva "cassa aperta" e al riparo di quella luce si raccoglievano lungo il marciapiede orde di ragazze in attesa di clienti. mi accendo una sigaretta e aspetto a lato del bancomat quando, alzato lo sguardo, vedo una ragazza giapponese con gamabaletti neri, tutta raccolta in un nero succinto, la scruto e mi guardo intorno, solo prostitute e clienti nel tram tram di ogni notte e così mi arroco tra i pensieri: che strane le prostitute giapponesi, mantengono il rigore di una geisha anche lungo i marciapiedi più a buon mercato di una qualsiasi strada occidentale, così castigate pur nonostante la concorrenza quasi si offra senza abito alcuno"...immerso e distratto tra i pensieri mi perdo in un'analisi di stile e codici di seduzione nei meandri del mio piccolo immaginario fatto di differenze tra sol levante e occidente, quando mi accorgo che di li a poco la ragazza oggetto delle mie elucubrazioni, stava per entrare nello sportello a ritirare del denaro! perchè per arrivare a una analisi tanto banale della realtà, logica quato risconoscere senza nemmeno doverci pensare che l'acqua bagna, il fuoco brucia, il lampione illumina e linee di asfalto in prospettiva sono strade o viali etc etc...son dovuto passare attraverso un filtro "culturale" così articolato e così inutile?




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12 novembre 2005

confessions on a dancefloor

I LOVE N.Y. La signora Ciccone, tinta di rosso tiziano tra gli specchi di una signora di Shangai è un pavimento a scacchi di luci strobo, si autocelebra con encomi nazional-popolari, reiterando la grande mela come unico sogno possibile. Non accetta scuse, tutto è già sentito e ci consola con gingle ormai patrimoni metabolizzati e ci giustifica il mondo, come un ineluttabile divenire. Politicamente corretta come sempre non smette di nutrirci di perle di saggezza sul falò delle vanità, magliarda tra fama e successo ci indica la via. ...e non si dimentica neppure di rendere omaggio alla comunità che l'ha ribattezzata Esther! Ma nell'amore sta il nostro futuro ed è meglio continuare sordi a ballare!




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20 ottobre 2005

autonomia e ausilio...

ogni singolo dettaglio mi distoglie dalla forma generale e ogni giorno mi perdo sempre più tra i particolari, un modo di sorridere muta un volto attraente tanto da farmelo odiare, un suono ricercato si isola nell'ascolto di una canzone e mi distoglie dalla ricchezza di suoni che la compongono e non ricordo più nulla di quel pezzo ma solo quel preciso strumento tra le mie corde, il gusto di un singolo ingrediente sovrasta le altre sfumature al contatto del palato e ciò che una sola mano può toccare mi confode l'insieme quando cerco di prendere le distanze per avere una visione complessiva. un odore mi porta in luoghi lontani e tempi precisi, poi arrivano le parole che si insinuano ovunque, quel tal profumo ha un nome e un etichetta, quel modo di sorridere corrisponde a un intenzione precisa,quel suono proviene specifico da uno strumento ed è tutto calcolato con una valenza, una volontà e una dicitura incalzante, quel particolare che ho toccato era la mano di una scultura, forse ercole e lica. vorrei poter eliminare le parole sono un supporto che distrae che non lascia descrivere e sentire con purezza quello che respiro, quell'assaggio, quell'ascolto, quella forma attraverso quella luce peculiare...come se tutto avesse sempre bisogno di una didascalia, del supporto delle parole per esistere...




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30 settembre 2005

coprire il cielo con le mani

nemmeno un ora di violenza che consoli un pò, notti calde ma senza cuore, e poter spendere tutto di sè senza vincoli e rimorsi, laddove piacere e carne di questa malattia si nacondono tra vicoli e portoni perchè l'ingenuita s'è disciolta e mescolata tra adolescenza e coscienza. alla ricerca di qualcosa che passi in fretta ma mi possa far sognare un domani e come una pillola chieda solo di superare il breve percoso amaro nello stomaco e poi nessun'altra cura. sempre in attesa di un alba indimenticabile ma senza alcuna pazienza e premura. levigare il limite tra dedizione e consumabile è la la fatica più grande quando non sai se hai vissuto abbastanza o ti stai perdendo quello in cui non ti sei mai riconosciuto ma ora ci provi...forse un'altra metamorfosi....




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27 settembre 2005

divorare tutto

una smisurata incontenibile voglia di carne mi da dolore alle fauci... come se avessi uno smodato bisogno di sentire tutto sotto i denti, sanguinante e morenete, ma è come se il fagocitare nella sua breve durata di piacere e sazietà, mi appagasse di tutto il resto che desidero!




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27 settembre 2005

dal balcone

si vede che da una parte, in fondo alla strada c'è il mare,anche se non lo posso vedere. il cielo verso est è più bianco, è una coltre avvolgente e lattiginosa, sorda, apprensiva. la luce della metrpoli è finita. rigiro lo sguardo e nella pioggià, di là, verso il finire della strada, vedo sovvrapporsi sempre più strati di blu. da questa parte non vi è un "di là" da raggiungere ed è scomodo immaginare, di quella, mi eccita la profonda distanza.




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5 febbraio 2005

vado a fare shopping...

non mi sono mai sentito così leggero, non ho mai goduto così tanto della mia frivolezza, nel disperdere, nel lasciare andare, nel chiamare col loro nome, senza lirismo o poesia, i miei desideri e le sofferenze.

allentare la presa, tagliare la zavorra, ma senza abbondanare tutto, accettare la metamorfosi e proteggere ciò che è stato, la mia infanzia, i capitoli della mia storia, anche se non hanno più alcuna continuità nel mio presente.

accedere al sogno della propria infanzia con gli occhi inferociti di chi vede consumarsi una passsione mi ha inaridito, è forse la morte più dolorosa e non ho mai smesso di indagare di chiedere a chi mi stava mostrando la pistola con la quale mi avrebbe ucciso, informazioni supplementari rispetto ai dettagli di una morte annunciata.
ho traslocato sentimenti, ho buttato tutti i ricordi in un sacco nero e tutti gli investimenti su quel futuro sono sospesi su un binario paralello, interrotto, affacciato su quel precipizio del quale conosco centimetro per centimetro le umide pareti in discesa, senza luce.

ora lo guardo da un altra altura quel binario, e ne ho uno nuovo sul quale poggiare, non so bene quale sarà la prossima fermata, nè vedo più quella da cui provengo perchè quella è un'altra storia, ma sorrido e godo perchè non avevo mai sentito un dolore così grande, mai ero stato così immobile crogiolandomi tra malinconia e incommensurabile disperazione, e oggi, lecco le mie ferite che non fanno più male, accetto le mie piccolezze e godo delle mie frivolezze ringraziando chi mi ama e mi ha amato...si è solo trasformato tutto, e non vi è soluzione, solo cercare di curare e accudire senza il vizio affetti, senza rancori, sinceramente.




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16 gennaio 2005

crisalide senza tracce

cambiare città, casa, inventare un passato nuovo, trovare nuovi oggetti con i quali riempire la propria storia, nei quali perdere i ricordi affini a ciò che si sente più vicino, abbandonarsi a un nuovo presente e mutare la prospettiva di un futuro che ci sembra già scritto...

parlando con fist di una casa ideale, si cercava nel minimale il nostro futuro ma poi come resistere all'animo almodovariano?
forse qualcuno la dovrebbe pensare per noi e ci dovrebbero impedire di entrare in questa casa e restando fuori dalla porta rimirare così una casa ideale...

mi metto a lavoro!




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12 gennaio 2005

rieccomi

l'anno è passato ormai da alcuni giorni, in sordina con un passo felpato senza disturbare con troppe cerimonie e disilluse aspettative...
sento però di dovermi mettere al lavoro, riordinare le mie cose e trovare un posto a tutto ciò che lascio scorrere...senza troppa fretta!




un bacio a tutti bloggers ed uno speciale a tutti quelli che il 31 erano alla tavola di babette...




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16 dicembre 2004

miseria/genesi

muto, assolutamente senza parole, diviso tra voluttà e recupero della coscienza.

gesti che si perpetrano all'infinito, meccaniche imprescindibili, la prigionia dell'io e l'errante tensione verso il caduco, l'effimero.
una volta era bellezza.

l'incommensurabile, le distanze e come una giornata si compie cosi la mia vita,
spesso inutilmente senza cercar di colmare si affievolisce, così come la misura tra me e la sublime arte del creare.

non ho mai lasciato un libro in sospeso, oggi forse riesco ancora a contare quanti ma non riesco a recuperare, mi mancano 150 pagine per finire i miserabili è un riocordo ancora vivo ma sono ormai passati dieci anni, il tempo di un capitolo...peccando indistintamnete, mentendo, accontentandomi,smussando angoli, eludendo forma e contenuto.
godendo come un bimbo davanti ad una vetrina di giochi la vigilia di natale e senza mai il coraggio e la spensieratezza di entrare per rubarne uno e dirmi ce l'ho fatta!




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30 novembre 2004

post divina gig

provo ad anestetizzarmi con tutto ciò che trovo ma non riesco a cantare altro...

in una domenica di totale sconforto, tingo capelli,mi presento al lavoro come un protagonista di nightmare before xmas, guardo le riprese, lo chalet brucia e il dalì è animato di solo bloggers!!!!




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25 novembre 2004

escatologico

tutte le volte che mi alzo, mi volto e la guardo, mi disgusta quel che mi lascio alle spalle ogni giorno ma allo stesso tempo mi conforta ed è mià quanto l'odore della mia pelle, la mia vanità.
è l'unica cosa che quotidianamente sarà mia fino alla fine e mi da la misura di qualcosa che mi appartiene. identità e confronto. un attimo intenso di riflessione e poi svanisce nel tempo di uno sciaquone...ed ognuno ha il suo.




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16 novembre 2004

immacolati

svanire, cancellare, recuperare, tutto il tempo, le azioni in un attimo.
non mi è mai piaciuto utilizzare il bianchetto, piuttosto strappavo le pagine sino a rendere scarno il quaderno e poi riscrivevo da capo sino a quando non v'era più traccia di alcuna macchia o errore, non potevo concludere un tramonto senza sentirmi apposto e aver assolto tutto ciò che mi ero imposto.
pian piano lo spazio di un giorno d'azione si è fatto anni, alcune pagine non possono più essere strappate, le mani sono affondate sempre più dentro e le storie non sempre possono essere riscritte in buona grafia.
da bambino vedevo davanti a me gli errori che non avrei mai voluto ripetere oggi cerco di capire se mai si ha l'opportinuta di essre la prima idea cosciente che si ha di sè o se si vive solo dopo aver confutato tutte le proprie tesi ma senza lo stesso tempo.




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16 novembre 2004

a mille ce n'è nel mio mondo fatato da narrar...

ricordo quando da bambino amavo giocare con i bauli della zia, era ricca d'abiti, di maschere e di colori e mi mostrava i trucchi per fare di una coda di lapin la barba di mago merlino, rivedo le mie foto nella vecchia corte della nonna con manto d'ermellino, babbucce di peli di capra appuntite, copripaco di fili dorati e kajal sotto gli occhi: ero il califfo cicogna, oppure al pranzo di natale con bombetta, lunghi baffi e stivali: davanti allo specchio ero il gatto con gli stivali, un altr'anno con scarponi, cappello di pelo e fucile chiesi per dono un kilt ed ero il cacciatore che doveva portare alla matrigna il cuore di biancaneve...fino a che un giorno chiesi un paio di pantaloni di velluto rosa ma quelli non erano in nessuna favola purtroppo!
raccontami un abito e una favola:









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3 novembre 2004

amare maree

da diverse notti ricorre lo stesso gesto:

tra le mani un bicchiere d'acqua offerto da amici, non ricordo i volti ma riconosco gli spazi.

L'acqua torbida, planctom forse, sedimenti organici, trasparenti, filamentosi, davanti ai miei occhi solo quel bicchiere e tanta luce vi filtra attraverso.

Intorno al tavolo le persone nell'ombra, li riconosco e non  ho il coraggio di dire nulla, continuo a dare sorsate con disgusto,  non riesco ad arrivare fino in fondo al bicchiere e lo muovo tra le labbra per poter evitare di ingoiare gli impuri.

la vista si stringe sempre più intorno al bicchiere, bocche aperte e voci intorno

 

 

 




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2 novembre 2004

ti es ti - scherzetto di halloween

è come se la pioggia continuasse a cadere,
l'ira funesta mi ha reso cieco e l'amore un ossessione...

una volta una una persona illuminata mi concesse di andare in vacanza con lei e per la prima volta vidi la sua intimità, la sua vita comune, non fu stupore ma sentii di poter godere di quel dono.
portava sempre dei capelli ben spazzolati e vaporosi, la mattina a colazione li vidi al naturale e con spontanea ingenuità le chiesi perchè non li avesse mai mostrati, mi disse che doveva dominare quell'istinto perchè perdere il controllo avrebbe scatenato la sua parte più animale, la strega.
questo non era per tutti, conosceva bene se stessa, cumana come la sibilla cercai di ricordare le sue parole, di entrare profondamente nel significare di istinto e ragione, osservai a lungo teseo e il minotauro, mi chiesi più volte se avessi gli strumenti per comprendere o se solo, ancora cercassi e mi difendessi dietro a valori che mi sembravano imprescindibili come relativo e assoluto nei quali volevo credere quasi fidelisticamente.
ma mi soffocavo, mi imponevo senza che nulla mi appartenesse realmente...mi facevo forte nel persuadere e mi caricavo nell'oratoria.
l'altra sera davanti all'uomo che più ho amato ho visto uscire senza pietà la fiera, l'istinto, la misconoscenza dell'umanità e sento ancora echeggiare il dolore.
quell'mmagine ricade come la pioggia ed io non son riuscito a vedere e a mostrare il mio male attraverso il lume della ragione.

me ne vado da fist




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28 ottobre 2004

riflessioni deformanti: dualismi

guardati allo specchio e voltati, dimmi cosa ti ricordi della tua immagine:


da che ricordo del mio esistere la mia immagine allo specchio è sempre svanita nel preciso momento nel quale mi sono voltato, e un passo indietro non mi ha mai aiutato a recuperare la mia identità.


Benchè per anni mi sia specchiato sempre nello stesso specchio con la cornice e le macchie nere dal retro della lastra e poi sia passato ad uno più spartano e senza cornice non sono mai riuscito a ricordare l'ultima immagine riflessa.


Lo specchio per me è un oggetto seza alcun potere evocativo, non mi  sono mai affezionato ad uno specchio, nonostane il mio edonismo ed il mio legame agli oggetti.


Ho sempre cercato di confutare le verità dello specchio, ogni qualvolta mi sia trovato davanti ad uno specchio con un altra persona, ho sempre notato venissero  accentuate le imperfezioni, le assimmetrie, la forme distorte degli occhi, che mai sono corrisposte a quel che vedevo con i miei occhi, a ciò che conosco e quando mi è capitato di farlo notare, la persona a mio lato non ha visto nulla di insolito o mutato nella sua riflessione...non sono mai riuscito ad essere empirico in questa mia percezione...


L'unico specchio che non riesco a dimenticare  è quello della peteneuse di mia nonna, al quale non ho mai permesso di riflettermi.




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28 ottobre 2004

non gioco alla playstation!

sono passate poche notti, da  quando mi sono svegliato nel cuore della notte madido di sudore, completamente immerso nelle mio liquido ormai freddo e sgradevole.

mi sono alzato di soprassalto cercando qualcuno, ma ero solo, un  rumore conosciuto, ma la poca luce nella stanza non accompagnava il rumore della pulizia delle strade o del vecchio pazzo che ricicla e salda tutta la notte...non riuscivo a staccarmi dalla mia pozzanghera e il sapore che il sogno mi aveva lasciato non solo mi inquietava, mi dava il vomito e l'idea di coricarmi  nuovamente mi spaventava perchè avevo chiara percezione che le immagini di quell'incubo ineffabbile, fossero li pronte ad aspettare il click delle mie palpebre chiuse, per riportarmi in quel nefasto malessere.

è noioso ascoltare i sogni altrui mi suggeriva un amico, ma dover desinare con cibo ricavato dal corpo dei propri amici, dovendo fingere di non conoscere la natura degli ingredienti e così godere della propria razione al fine di poter salvare la propria pelle e quelle degli amici, dei quali non avevo certezza fossero ancora vivi, è  un pianto soffocato, atroce, inondante come il bagno di sudore nel quale mi sono svegliato.




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27 ottobre 2004

spazio 1984

Quando ero bambino immaginavo che una volta diventato grande avrei sicuramente avuto l'opportunità, come un'astronauta, di andare sulla luna e ricordo che nei miei viaggi tra le mura domestiche pensavo a come sarebbe stato, cosa avrei dovuto portare con me, se avrei retto la forza di gravità e cercavo soluzioni o preghiere per non avere troppa paura nel caso un'avaria mi avesse lasciato fluttuare nello spazio, le sensazioni erano vivide tanto da farmi giore o spaventarmi.


Sulla luna non ci sono ancora andato e chissà quante cose non ho ancora fatto, anche di più piccole o più semplici, nonostante mi sia fatto carico di una buona dose di sano romanticismo la luna non è mai stata una musa alla quale cantare, ma un viaggio nel mio futuro di bambino.


Il tempo oltre a scolpire, scandisce e da l'ampiezza dei nostri sogni, e rispetto a tutto quello che sicuramente avrei dovuto fare, sono fuori di qualche vita!




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25 ottobre 2004

io

è meglio essere se stessi, lo ripetono tutti:

in fondo è così difficile, ti svegli la mattina o ebbro dopo una notte vai a dormire e  ti dici ma io questo lo so fare, questo sono io...ma non basta perchè nessuno è lì per ascoltarti e nel cercare la forma giusta o la possibilità di farlo sai già di essere arrivato in ritardo.




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20 ottobre 2004

apparenze

sento l'inverno penetrarmi,


mi sono svegliato e nonostante la mia camera non fosse più la stessa ho pensato di fare colazione e scendere  in cortile a giocare, come nelle vacanze di Natale, con gli amici.

Il fumo dei camini dai tetti, il cielo denso e la speranza di vedere qualche fiocco di neve tra la cucina della nonna e il vociare incessate dei "grandi" a lavoro nel retrobottega.

Ho messe il piede sul pavimento e il ritorno alla attuale quotidianità, alla disillusione, al confronto con le mie non passioni mi ha attraversato e scosso mostrandomi la mia vita con il mio corpo di oggi e il ricordo tra gli occhi e la gola di forti emozioni che sono ferme in un tempo al quale non posso più accedere nemmeno per un momento.

La teconolgia mi illude sempre di potere andare avanti e indietro senza spazio e tempo ma oggi il "back to" non ha funzionato e in gola mi si è fermato il sapore di lacrime che avrei versato non avendo trovato i miei amici.




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29 settembre 2004

Julie Andrews

DO se do una cosa a te
RE è il Re che c'era un dì
MI per dire a me
FA la nota dopo il mi
SOL il sole in fronte a me
LA se proprio non è qua
SI se non ti dico no
e così si torna al DO




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24 settembre 2004

holy fashion

ricordo ancora l'abito azzuro polvere che indossavo alla mia confessione, sembravo un ometto in miniatura alla Tod Browning, come dimenticare la bimba che a soli nove anni indossava una gonna rossa a palloncino di tulle, calze velate rosse, boccoli biondi laccati e guanti, o quello vestito da piccolo lord vagamente inglese con tanto di stemmini e capelli "beefcake", o quella con body cosparso di ciliege, giacca taglia unica di una nuance più chiara della gonna, calze di retina bianca alla caviglia, ballerine, un pò d'azzuro sulle palpebre, coda e ciuffo a cascata marmorizzato...e i genitori trepidanti che aspettavano la foto sull'altare per immortalare lo styling della loro collezione C/C/C(confessiane/comunione cresima). RACCONTA ANCHE TU L'ABITO CHE HA DATO GLORIA ALL'ANIMA FASHION DEI TUOI GENITORI e del quale ti vergogni ancora oggi!!!




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23 settembre 2004

pasta all'uovo

una DONNA grassa felliniana direi, mi opprime e ne sento il sudore lambirmi le gote quanto mi stringe, il grambiale ancora odora di brodo di carne. una CITTA' lontana come l'america in cui tutto puo accadere, me lei resta tra i fumi delle sue pietanze nel retrobottega e tra l'eco dei racconti dei viandanti. la radio annuncia una catastrofe, le imminenti elezioni, una voce suadente legge racconti che lei non ha mai avuti tra le mani.continua ad impastare. alcuni momenti di gioia prima che il giorno finisca; gli altri se ne sono andati e seduta contempla la sua cucina che per alcune ore resterà silenziosa, senza odori, senza di lei. un rosario tra le mani e il sonno l'ha già rapita. è ancora buio la sottovesta fatica ad entrare, il latte è a riscaldare, l'aria è densa di NEBBIA e del fumo di legna bruciata, poi la messa e ancora il retrobottega con i suoi ingredienti.




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2 settembre 2004

camoscio d'oro

ho regalato un neon rosso a fist, pian piano ripopoleremo questa città di appartamenti a luci rosse!




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2 settembre 2004

mala vida

sto ascoltando la colonna sonora della mala educacion e credo di essermi perso in un film che non uscirà mai da qui, questo cd mi ha accompagnato lungo tutta questa estate, nel furore e nella collera quando le finestre del mio appartamento mi sembravano l'unica via d'uscita per gridare, per attendere e per mostrare alla strada il mio malesere attraverso gli oggetti che le scaraventavo contro .
MOON RIVER cantata da una voce bianca è come la domenica di un bambino, odiavo la luce domenicale, il silenzio, la messa, il deserto delle strade e i pranzi interminabili.
QUIZAS,QUIZAS,come oltrepassare la notte, uscire per non restare fermo, cercare uno sguardo per la strada, catturare gli amici e avvelenare una mela per scarirare tutto il mio fiele.

FIST arriva per un caffè,CHEMICAL siede a tavola con me e SUPERVERT ci raduna in una cena.

UN CUORE MATTO e vorrei essere in una festa di provincia, il caldo, l'orgoglio, il vino, l'odore del sangue, la passione della conquista
FOULARD DE SEDA quella sensazione di aver capito come fare, muovere i passi come un gatto, trasformarsi come un super eroe, rimarginare le ferite, conoscere i propri limiti e i propri poteri finalmente e già non è più abbastanza.
POR MI GRANDISSIMA CULPA il rimorso della vanità e la fuga
MANIQUI PARISIEN una romanza leggiadra per quelle passioni che sventrano e ritornano




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